L’intonaco viene usato fin dall’antichità per rivestire legno e muratura. Le prime civiltà in India, Cina, Medio Oriente ed Egitto utilizzavano l’intonaco per proteggere dalle intemperie e creare una superficie liscia da dipingere. I Romani svilupparono poi le lavorazioni decorative a stucco. Nel Medioevo agli intonaci venivano aggiunte diverse sostanze, ad esempio crine di cavallo, per aumentarne la resistenza, mentre altri additivi, tra cui latte, urina e birra, venivano usati per migliorarne la flessibilità. Lo stucco decorativo divenne un elemento importante del periodo barocco, quando veniva modellato e sagomato per imitare marmo e pietra.
In epoca moderna, l’intonacatura degli interni è più sobria e serve soprattutto a ottenere una superficie liscia da pitturare o tappezzare.
Quando si vede una stufa da incasso o un inserto camino incassato nella parete, l’effetto è pulito e lineare. Non c’è un rivestimento evidente in piastrelle o mattoni, come in un camino tradizionale. Semplicemente, l’apparecchio diventa parte della parete. Ma l’aspetto può ingannare. Come per un iceberg, gran parte del lavoro si trova sotto la superficie: l’interno della nicchia deve essere rivestito correttamente, camino e condotto fumi devono evacuare i prodotti della combustione e la parete intorno alla stufa richiede una finitura speciale per rimanere in buone condizioni. Non sorprende che le stufe raggiungano temperature molto elevate e che parte del calore si trasferisca alla parete circostante. Le pareti comuni degli ambienti domestici sono di solito finite con uno strato di intonaco standard e poi pitturate o tappezzate. Questo intonaco contiene un’elevata percentuale di gesso. Un intonaco normale, però, non è sufficiente: esposto ad alte temperature inizia a seccarsi e a creparsi, fino a staccarsi.
Perché servono un intonaco di finitura e un intonaco di fondo refrattari?
L’intonaco di gesso, o gesso di Parigi, è un composto minerale: solfato di calcio biidrato. Quando viene riscaldato, perde gran parte dell’umidità e si trasforma in una sostanza che può essere facilmente macinata in una polvere fine. Con l’aggiunta di acqua, ricomincia a trasformarsi in una massa solida. L’intonaco di gesso resiste al calore a basse temperature, ma se viene riscaldato oltre 50 °C perde gradualmente il suo contenuto d’acqua, indurisce, si crepa e inizia a sfaldarsi.
Per evitare questo problema, sulle pareti intorno a un inserto camino, vicino a una stufa freestanding, a una stufa o in qualsiasi altra zona esposta ad alte temperature, si utilizza uno speciale intonaco di finitura resistente al calore, in grado di sopportare temperature fino a 650 °C, insieme a un intonaco di fondo che protegge fino a 1400 °C.
Come usare l’intonaco di finitura e l’intonaco di fondo refrattari?

L’intonaco di finitura resistente al calore crea uno strato superficiale sottile, fino a 6 mm di spessore. Pur avendo molti aspetti in comune con un normale intonaco di gesso e un aspetto simile una volta finito, per ottenere i risultati migliori deve essere lavorato in modo leggermente diverso. Se si installa una stufa in una struttura del camino esistente, è possibile utilizzare un intonaco di fondo per camini oppure un pannello da costruzione per camini. La soluzione più semplice, però, è applicare sulla facciata il sistema di intonaco di fondo e finitura.
Per un risultato affidabile, procedere come segue:
Fase 1: Pulizia della superficie
Il primo passo per ottenere il miglior risultato è rimuovere tutti i residui del vecchio intonaco dalla struttura del camino e da tutti gli utensili e le attrezzature, ad esempio i secchi per la miscelazione. Qualsiasi traccia di gesso può infatti contaminare l’intonaco refrattario, formare grumi e causare una presa troppo rapida.
Fase 2: Intonaco di fondo
Una volta che la muratura è scoperta e pulita, applicare uno strato di intonaco di fondo per camini. Per ottenere la giusta consistenza per l’applicazione a frattazzo, utilizzare acqua fredda pulita.
L’intonaco di fondo si applica sulla superficie leggermente inumidita nello spessore richiesto. Una superficie ruvida crea la base necessaria per l’adesione dell’intonaco di finitura. Prima di procedere con l’applicazione dell’intonaco di finitura, lo strato di fondo deve asciugare.
Lasciare asciugare completamente l’intonaco di fondo per tre giorni a una temperatura di almeno 20 °C; successivamente è possibile applicare l’intonaco di finitura. Anche se sono consigliati 3 giorni, il tempo necessario varia in base alla temperatura e all’umidità relativa.
Quando l’intonaco di fondo è asciutto, applicare uno strato di primer aggrappante.
Fase 3: Intonaco di finitura
Quando il primer aggrappante è ancora appiccicoso, la superficie è pronta per essere intonacata fino a uno spessore massimo di 6 mm. Una volta asciutto, l’intonaco di finitura forma uno strato compatto che non può essere carteggiato; è quindi essenziale lisciarlo con il frattazzo durante l’applicazione fino a ottenere una superficie uniforme.
L’intonaco di finitura richiede almeno tre giorni per asciugare completamente e assumere una tonalità grigio chiaro; durante questo periodo il camino o la stufa non devono essere utilizzati. In genere si consiglia di far funzionare inizialmente la stufa per brevi periodi a bassa potenza, aumentando il fuoco gradualmente.
Infine, sul camino o sull’area intorno alla stufa è possibile applicare una pittura resistente al calore per ottenere una finitura decorativa.





















